Era maggio
Gesuino Curreli
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Era maggio e ricordo ogni momento
della stagione che non si ripete,
quando le stelle giocano a tressette
e l’ anima conosce lo sgomento.
Vorrei saper narrare, oh se vorrei! ,
gli azzurri di quei sogni, e le invenzioni
profuse con le candide intenzioni
di far crollare il mondo, ed io con lei.
Ma sillabare un palpito é sconfitta
a cui mi arrendo, come a disegnare
la gioia fatta ad archi per sperare
che quella storia non sia mai finita.
-E allora, maggio, cosa mi conviene?-
-Che tu rimanga solo e non rattristi
i vividi colori a cui ti apristi
col sangue spumeggiante nelle vene.-
Il sole ha lievi piume, e un velo bianco
attenua i suoi bagliori vespertini;
era maggio, ricordo, e averla a fianco
fu musica e di più, senza confini.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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