Femminicidio, la lista si allunga
Le folate del vento si susseguivano gelide
e frustavano i volti, tagliando loro il respiro.
La superficie del mare era scura,
e percorsa da onde schiumanti,
che andavano ad infrangersi agli scogli e al pontile.
Era deserto quell’ampio piazzale che dava sul mare.
Gli alti lampioni, emanavano aloni spettrali,
che illuminavano a stento il duro selciato sconnesso.
Un eco di passi veloci, si spense lontano,
mentre una mano protesa, cercava di un aiuto l’appiglio,
ma nulla afferrò quella mano tremante... e giunse la notte.
Le folate del vento erano lame taglienti,
ed un’ ombra con il bavero alzato, e la tesa calata sugli occhi,
si perse in stretti crocicchi nascosti, e buie traverse,
con nella mente quel volto di donna dall’ostinato rifiuto,
della sua rabbia, della sua paura, del suo pianto dirotto,
poi... l’ira incontrollata; improvvisa; e il colpo che esplode turbando la notte,
e quel rivolo rosso, che lentamente fuoresce dal seno.
Urlava quel vento, ed urlavano le onde, flagellando il silenzio.
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forte intensa S Cap (carla composto)
Commenti (1)
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carla composto5 giugno 2018
immagini vive e forti l’ennesima vittima lirica intensa e sentita che arriva al lettore elogio al bravo poeta
