Messaggi da sotto alla finestra
Tra lo sfrigolare dell’acqua
e lo sgocciolio di vetri,
nel tintinnare ritmico della pioggia,
la parola,
rapida come il fare,
passa di goccia in goccia
saltando,
correndo e rimbalzando fin su,
tra le nuvole di ruggine,
a ruggire sbranando
materia celeste triturando
sogni, sangue, fango,
nugoli di api.
Le emozioni nuotano
sulla città,
l’uomo senza testa balbetta,
l’interno della sua giacca è vuoto
però, se lo fa,
apre un cappotto troppo largo
e lì puoi vedere le galassie rincorrersi
tutto si ricollega all’universo,
la pioggia batte i marciapiedi
e le puttane volano al paradiso.
Brucia la città di pioggia,
agosto restituisce i fulmini di Zeus dall’autunno,
agosto martella sui poveri mendicanti di spirito,
la cometa lunare non tornerà,
i manoscritti si schiudono nell’ombra
d’un bel temporale,
fa freddo,
fa sempre più...
Freddo.
Una birra mi salverà.
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L'autore
Filippo Di Lella
Diplomato all'Istituto alberghiero A. Vespucci di Milano con voti appena sufficienti. Perché la poesia, perché la lirica o la letteratura? Libertà e il resto vola via.
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