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Introspezione 12 agosto 2018 · lettura 1 min · 1044 letture

Anima invernale

Elena Poldan 512 poesie pubblicate
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Perché non ho quel sorriso che ingoia il sole e lo irradia in gesti e parole di sale la mia sostanza è di nebbia e diventa lacrima alla prima distrazione come vorrei essere fibra d’agosto folle baccante intorno a fiamme vive ma del Mare sono figlia di onde diseguali e del Vento con le sue raffiche veloci con tormento fischiando gemendo dell’Inverno sono figlia che sfuggente si nasconde sotto coltri di neve donando timide gemme a primavera e della Tormenta che si consola al tepore del focolare tra pietanze familiari e calici di rossi divini e in estate m’invento una maschera triste dietro cui m’nvischio fra rimpianti e nostalgie
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L'autore
Elena Poldan

Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è

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Bella ed apprezzata sf Buona serata (Alberto De Matteis)

Commenti (1)

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poeta per te zaza12 agosto 2018

L’Autrice si sente figlia del mare e del vento d’inverno, con le sue onde diseguali il primo, e ratto di tormenta che geme e fischia il secondo, figlia dell’inverno perché usa a celarsi sotto coltri di neve con le gemme che poi, timide, affioriranno, e amante del tepore del rassicurante focolare. Bella descrizione di un carattere serio e introverso ma impulsivo e appassionato, tenuto a bada, nella stagione dello scoprirsi, da una maschera triste, voluta per esibire un rimpianto da tessere tra le nuvole che cerca (ma le trova?) per sentirsi “di nebbia”, e non svelare un sorriso che sarebbe capace di ingoiare il sole e fartelo vedere, in qualunque stagione.