Frutti dell’insonnia
Guido Buono
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Questa notte il tuo respiro mi ha donato
profondo.
Ho scoperto un altro mondo
più libero e fantastico:
negli specchi deformanti
con l’anima sospesa
e il naso pendente il mio Gengè.
Ho invano tentato di privilegiare
uno scarno ricordo
nella sua essenzialità.
Una sensazione dolcissima
più di altre reclamava
e ignorava la fila:
ammiccava chiedendomi consenso.
Sentivo palpitare in me, in noi,
un angolo remoto dell’universo.
Io e te, compagni d’avventura!
Come per incanto t’ho rivista
esuberante e festosa
nella primavera della tua vita.
Un po’ crudele nei giochi che imponevi
per ottenere un tuo abbraccio.
Conquistai la bandiera con destrezza.
E il brivido per quel bacio
al ricordo si rinnova.
Vittoria segnata:
mai avrei consentito anche barando
una sconfitta.
Il nostro fu l’incontro complementare
di due anime innamorate.
Le tue trecce corvine
incorniciavano il tuo viso ridente:
brillavano come diamanti
i tuoi occhi vispi, sfuggenti.
Col profumo inebriante
e della sottoveste gli svolazzi
cercati
lasciavi noi pretendenti inebetiti
nel giardino del gelso...
Ogni distacco d’allora mi fu insopportabile.
In rifugi improvvisati,
sordi ad ogni richiamo,
vivemmo felici il nostro giovane amore.
©
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L'autore
Guido Buono
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Bella😊 (Maria Manzari)
Commenti (1)
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Eolo16 agosto 2018
Un testo di memoria antica, in un sentire malinconico attraverso il fluire del tempo che dipana emozioni. Come sempre in versi mirabili riesci a dare pathos ad un sentire interiore che commuove. Versi apprezzati in un divenire di vita, ricordo, toni e colori.

