Dedicata a me

Ogni volta che guardo il mare
sono bambino che danza da solo nella nebbia.
Ogni volta che ascolto il vento
sono un passero con piume di solitudine.
Ed ogni volta che nuoto nella luna.
Ogni volta, ogni volta
un velo d’argento copre i miei occhi.
Sono stato zolfo e mercurio,
sale e sabbia.
Conchiglia dischiusa e fragile corallo,
nel ventre dell’alta marea.
E poi mi ritrovo qui a scrivere per me
come se tutto il bello ed il brutto
l’amaro ed il dolce, la gioia ed il dolore
non esistessero più.
Svanirò nel ghigno del buio
o nella luce delle stelle
ed intanto
la vita va via, lentamente,
senza neanche accorgemene.
E se mi voltassi da tutti quei bellissimi orizzonti
che mi hanno illuso per tanto tempo.
Se ogni tanto, le mie foglie lasciassero il posto
a quei fiori meravigliosi cresciuti dentro di me.
Volerei sui biondi campi di grano
come fanno le rondini in primavera.
Aprirei le mie ali di farfalla
con quei colori dipinti dalla mia anima.
Quel bambino che se ne stava da solo
all’angolo del mondo
a guardare palloncini colorati
che salivano su fino al cielo.
Passo dopo passo in un tempo senza tempo
dove lo spazio diventa infinito.
E se fossi come l’edera mentre s’arrampica sul muro
di cui ne è innamorata,
coprendolo di se stessa.
Se diventassi neve e come neve
imparassi a sparire
in quest’esistenza a volte rude ed affascinante.
Come un anello che calza perfettamente al dito
che lo indossa...
Ti porterei con me
nei miei giardini che non muoiono mai.
©
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L'autore
G Mirra
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