Giro la Clessidra
Sgretolo fra le dita
brividi
di un ricordo
di creta
arsa al sole
Ho gli occhi bendati
e il cuore senza briglie
galoppa nel vento
Perso giunge
sulla scogliera
ove l'eco delle onde
ripete il tuo nome
Il mare inonda
le piccole torri
e docili spine
che riconosco
avvolgono
il mio corpo
Perfida carezza
Profondo è l'abisso
NO
non un'altra volta
I miei piedi corrono
e le mie braccia
dirigono
il folle ritmo
Ho l'affanno
quindi respiro
Le unghia della vita
mi afferrano
come una potente calamita
Un salto,
no
nel vuoto
ma oltre il fiume
E corro
corro
sfioro l'erba
sento l'aria che
danza intorno a me
Giro la clessidra
Giro un'altra pagina
La mia luce
non deve spegnersi
Non Ancora
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
F
Franca Canfora7 dicembre 2007
Voltare pagina e trovare la forza per ricominciare e lottare. Una bella pagina, che si chiude superbamente con quel ”non ancora”..