...oltre ogni male
hai atteso invano ardore sconosciuto
assaporar quel piacere tanto bisbigliato
tu sogni ancor quell’ancestrale atto
giacer con l’uomo che ti darà il rispetto
udir che nel peccato regna l’orgasmo
stroncare in gola del cuor lo spasmo
ma non volevi donna avvilita e stanca
subire quell’ azion d’amore monca
l’anonimo signore ormai incurante
perpetrò a te qul gesto ripugnante
odiasti tanto quel momento abulico
da farti sentir modesto involucro
sopporti ereditato arcaico processo
crei la vita dopo un carnale amplesso
ingrossa il ventre ammantando il tempio
scaricar nell’addome pugni come scempio
struggente attesa per liberare il grembo
lapidano di offese ignoranza e inganno
l’hai isolata emarginata spenta coi tuoi aliti
ma l’ infante stridulo si nutre dei tuoi fremiti
ti scorre nelle vene dà voglia allegria
la forza di gridare questa è figlia mia
indesiderato il frutto dentro ti rimbomba
sovrasta ogni male l’amore di una mamma...
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Commenti (1)
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Mario Bugli8 dicembre 2007
Direi che questi versi hanno centrato l'obbiettivo... l'amore di una donna per la creatura che porta in grembo quasi sempre prescinde dalle circostanze, talvolta aberranti del contesto... tra il figlio e la madre si crea un rapporto di amore indissolubile deve gli altri compreso il presunto ” padre ” altro non sono che insignificanti comparse!
