Rimango
Elena Poldan
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chissà perché non riesco più ad ingoiare quei vuoti d’anima
quelle voragini senza tempo alle soglie del giorno
quando dimentica del resto m’imbarcavo in treni fantasma
e con ali di maggio m’inoltravo annoiata di beatitudine in paradisi di carta
ma oggi rimango
e lascio quel giaciglio ormai stanco con tutto il bagaglio di nuvole e fiori
bagliori d’un inverno defunto
e mi vesto di vero
quel vero che s’appiglia al ricordo e con forza vi resta
continuando il cammino tracciato col cuore
sudore amore dolore
e di vino profuma quest’aria che sa di nostalgia
di Te che rimani
nelle mie mani
mentre ripeto i tuoi gesti
riproduco i tuoi piatti
ritrovandomi nel tuo abbraccio
che sento divorarmi l’anima e il respiro
cercandoti e quasi sentendo la tua voce di Mamma
le tue frasi
rassicuranti rifugi
appesi a un pensiero
oggi resto
col fardello dei miei ieri sempre più leggero
con gli occhi di domani
con i rimpianti senza tempo
e di senso mi riempio
©
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L'autore
Elena Poldan
Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Bella e apprezzata, complimenti! (Marinella Fois)
ho letto con piacere la composizione. (Francesco Rossi)
Profonda ed intensa sf Buona serata (Alberto De Matteis)
Commenti (1)
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Marinella Fois10 settembre 2018
con il senno di poi, quante cose avremmo voluto fare! non resta che adagiarsi su l’anima con occhi rivolti al domani.

