...senza amore senza pianto
nata e svezzata in un ventennio buio
hai superato le note lugubri di guerra
e infine ormai adulta per quel tempo
hai creato vita per cinque volte in grembo
per ultimo arrivai forse per sbaglio
una sera, un gioco raro col tuo sposo,
eravate estranei in queste confidenze
subivi onta come un tuo dovere
sei stata mamma come erano una volta
stimare il marito per il suo lavoro duro
consolazione unica, il rispetto che ti dava
con la sua onestà non ti ha mai tradito
la mia gioventù vide solo due persone anziane
malinconicamente su due diverse strade
sono venuto su col tuo amore mai sentito
parlato poco e non abbiamo mai giocato
eri troppo stanca dopo aver nutrito gli altri
quattro estranei troppo grandi presto andati via
il cuore giovane si è sentito abbandonato
cresciuto solo, forse troppo in fretta
hai sofferto tanto in quel secolo di drammi
assorbendo tutto nella tua anima pura
supplicando un dio a me tanto sconosciuto
di proteggere tutti e vegliare il mio cammino
grandi cose mi hai lasciato mamma
rispetto tolleranza e pace dentro il cuore
ma un bimbo forse si aspetta altre cose
un gioco una carezza e tanto tanto amore
e quando ancora in erba genitore lo sono stato io
il tuo breve insegnamento l’ho fatto mio
cresciuto e giocato coi miei bimbi fino ad esser grandi
ho dato loro quel che tu non m’hai donato
ora che sei andata, troppo stanca della vita,
quasi cent’anni e non l’hai mai capita,
ti vorrei serena finalmente in pace
in quel santo luogo, che non ho mai cercato...
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Commenti (1)
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F
Franca Canfora10 dicembre 2007
Bellissimo questo ritratto di madre, che vive e lotta per i figli. Una madre forte e coraggiosa nonostante tutto. E' bello questo grazie in versi, fatto di amore e rispetto. Lei ora è nella pace dei giusti, di questo devi esserne sicuro.