La preghiera del poeta
Tu che pensi poeta di strada
e miri il dito sul solito difetto,
ogni ricorrenza lo stesso effetto
e la sostanza va in sordina,
mentre in auge sempre la vetrina
accattivante scimmiotta e invita.
Lo so sei il solito bastiancontrario
su tutto fai la tara e ficchi il dito!
L’essenza della vita è esser fratelli
l’essenza della vita è esser diversi,
in fede rituali nelle sante stazioni
ma le bombe continuano le operazioni.
Dare un senso d’inclusione all’oggi,
aprire le porte al futuro dignitoso
dove ognuno possa essere compreso
evitando lobbie e steccati,
nella massa c’è una risposta d’abbondanza
se si apre la porta all’uguaglianza.
Questo è il grimaldello essenziale,
la preghiera per mantenere il contingente
la vedo povera, sola e effimera,
per me si dovrebbe insinuare nella carne viva
delle troppe disparità e prendere di petto:
il perdono per tutti è troppo comodo.
Per un mondo di pace, di fratellanza e d’amore
ci dobbiamo un po’ spogliare:
in pochi troppo vestiti
e troppa mandria resta ancora nuda,
la violenza è il frutto di troppa ingerenza ...
di troppi mondi lasciati in miseria.
Questa è la semplice preghiera di un poeta
un essere strano che ringrazia la vita,
nella candida visione dà peso alle parole
ma senza buoni esempi restano sterili fuscelli,
non è più il tempo ... di chi ha dato, ha dato ...
c’è da riavvolger la matassa e stendere i nodi.
©
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