Fede
Fede,
é aver per chi far la vita,
ed esser trafitto di sguardi
tra le impannate assolate,
per chi ha conosciuto invidie avvelenate,
di un paese a inizio estate,
e non aver pudore.
Fede,
perché il tuo nome
merita il plauso degli angeli
che fanno eco ai ricordi,
nati dalle ombre della sera,
ove io vorrei,
vedere passare il temporale
scandito dai secondi lenti
a far conto tra lampi e tuono,
un dolce frastuono
prima che il bagliore accenda la notte a giorno.
Io li resterò, a contare i passi nella sala
incapace di volar con una sola ala,
per non esser da meno
di quel che sei,
a cui nessuno crede che possa durare, fede,
allorché è raro ciò che per fede
val la vita tenersi stretto
e rimanere e aspettare.
©
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L'autore
Stefano Panozzo
Nato a Novara nel 1965, in un giorno di dicembre ove si entra in sordina nel nuovo anno. La dedizione alla scrittura è un virus che abita la mia vita da sempre, un dialogo interiore costante a confronto del mio io più profondo, ove trovano radice tutti i dubbi della esistenza e la persistenza degli errori, nel mio acc
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