Parole in sabbia, parole in vita
Mi fa tanto strano non sentirti più.
Eppure fa più rumore la tua assenza
tant’ è che è quasi fisica la tua presenza.
Si, mi fa tanto strano .
Ho cercato nelle parole quelle sbagliate,
ma non ne ho trovate e sarebbe, forse,
solo uno sciocco pretesto volerle cercare.
Ridurre il tutto in quattro parole errate
per giustificare le cose che vanno a rotoli,
anche perché, i rotoli, fanno male
quando passano sopra
ed è meglio alla fine evitarli.
Sembra di leggere una mia poesia,
non le scrivo più, mi manca il motivo.
Eppure questa sembra una delle tante,
non le tue, quelle che
per sognare dovevo stare sveglio,
sono le tue e probabilmente sono quelle spese meglio ma,
quelle mie dico,
le posso anche scrivere di prescia ma, parlano di te.
Sarà forse perché,
anche lette a Torino, Napoli, Palermo o Brescia,
sono piene delle lettere che compongono il tuo nome,
quello che non ho pronunciato spesso
perché forse è la sola cosa che non appartiene
o forse, perché ti ho chiamata sempre
con quello dell’anima che tiene assieme
e tu, grata,
con quel nome tu ti sei sempre voltata.
Ti scrivo queste quattro parole .
Non ho bisogno di scriverne altre, sarebbero sprecate
e ne basterebbero in fondo solo due per racchiudere il tutto .
Due uniche parole che fanno da contorno a tanti anni, mai fuori moda,
mai spese male perché anche ora,
sono la ragione vera rimasta, quella sola
a rispondere ai mille perché
non esiste il caso,
tranne quello baciato dalla fortuna,
come a dire che si ottiene di più
a chiedere la luna prima che finisca la stagione, questa di te,
quella che parla come baciare
e anche se scompare lascia un testamento,
di ciò che saremmo stati e non saremo.
Strano non sentirti eppure sono sereno.
Ma perché mentre ti scrivo tremo?
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L'autore
Stefano Panozzo
Nato a Novara nel 1965, in un giorno di dicembre ove si entra in sordina nel nuovo anno. La dedizione alla scrittura è un virus che abita la mia vita da sempre, un dialogo interiore costante a confronto del mio io più profondo, ove trovano radice tutti i dubbi della esistenza e la persistenza degli errori, nel mio acc
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