Di vetro
Elena Poldan
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mi appannavo
in un angolo remoto di cielo
ritrovandomi ad un tratto
nell’abisso
con un rosario senza grani
e calze rotte
era di seta quella malinconia
che come cellula impazzita
mi s’ingigantiva fra le mani
fino a soffocarmi
col suo peso insostenibile
era tutto rosa fuori
ed io rosa fra le rose
ma senza polline
e sangue fra le spine
invisibile
era opaco il giorno dopo
quando tutti dimentichi
non mi sentivano
(piangere disperate foglie)
e il nulla imponeva l’impossibile
marciare inflessibile
di vetro
a volte solo frantumi
©
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L'autore
Elena Poldan
Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è
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