Caccia alle streghe
Ho parole in quarantena,
parole per te proibite,
dove tutto ciò che vedi ha un nome.
No, non parlo delle stelle,
ma delle piaghe che feriscono la pelle.
Ho parole scalze,
non vanno mai al passo, mai di moda
e cammino, cammino
e ho camminato sopra sassi,
aguzzi di dolore, cogliendo i petali di un fiore,
caduti dal pistillo ed uno stelo,
tenuto ancor tra le dita tue di dama,
sotto un cielo che tracciava le distanze,
che univano il mio cuore alla tua mente,
ma non si ama inutilmente.
Ho il sapore dei sorrisi e le tue mani,
a modellare con sapienza la mia vita,
nella via,
diretta sia ma senza agio,
a passar in una cruna lentamente,
per cucir le mie parole
e dare un senso ancor compiuto,
che non avesse il sapor di un ultimo saluto
o una triste festa a tema
dove fare solamente la mia parte
e poca scena con contorno,
il mio unico teorema ed un perché,
io non ritorno a muti passi,
aspettando le promesse di un amor di baci e stenti,
ma solidi sgomenti e la terra trema,
tramando rabbia tra le ferite,
di parole dette a fiati e a te broibite .
Non è mai stato un invito a cena,
ma parole messe al rogo, in quarantena.
©
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L'autore
Stefano Panozzo
Nato a Novara nel 1965, in un giorno di dicembre ove si entra in sordina nel nuovo anno. La dedizione alla scrittura è un virus che abita la mia vita da sempre, un dialogo interiore costante a confronto del mio io più profondo, ove trovano radice tutti i dubbi della esistenza e la persistenza degli errori, nel mio acc
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