Tempesta di Novembre
Ascolta la distanza tra lampo e tuono,
io sono così,
lento come un bacio che seduce,
abbagliante come folgore di luce
e passo su di te,
come un pensiero spinto fino in fondo,
dov’é proibito,
nel buio piu profondo mai svanito.
Ascolta! Io sono l’onda di risacca
che incaglia del vascello la prua con la polena,
dopo aver toccato il fondo,
quello che pareva il paradiso piú indigeno del mondo.
Dove odi il mio silenzio conta i passi,
ho lasciato coriandoli di pane,
per sfamare la nostra unica magia
e che fosse quella poi importente, se
se passa e sopratutto quando,
il tempo e la distanza tra lampo e tuono,
non piango,
non trasformo questa terra in fango.
Non domo,
ciò che non si può fermare,
con una doppia coppia, fiori e fanti
è come avere fame in un mare di diamanti
grezzi, freddi, insensibili alle brezze
e aver bisogno solamente di carezze,
solo quelle, il resto é niente
metre vesto questo mese di Novembre.
Aspettando un temporale,
che bella sei!
e la gonna sale, nella sfida al freddo del mattino,
fatale, come il calice colmo di destino.
Casuale come il giorno ed il silenzio
fiero di parole dette per amore,
amate e care,
vere come quando al vento
segue sempre
il tuono, un lampo e il fortunale.
©
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L'autore
Stefano Panozzo
Nato a Novara nel 1965, in un giorno di dicembre ove si entra in sordina nel nuovo anno. La dedizione alla scrittura è un virus che abita la mia vita da sempre, un dialogo interiore costante a confronto del mio io più profondo, ove trovano radice tutti i dubbi della esistenza e la persistenza degli errori, nel mio acc
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Bella! (Antonella Garzonio)
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