Linee del pianto
Tenerezza,
hai nella mano ferma le gote calde di un bambino
e il calore per placare,
ciò che la parola non sa dire.
Il pollice a intuire il pianto,
che par così bello da volerlo disegnare,
come fosse un canto.
Fino a mutar la goccia in singulti,
come un sol di striscio alle nubi
che sommesso dona iridati colori,
tant’è che con un sorriso stringi al petto
e del calore tuo il sorriso compiaciuto,
appare ben furbetto.
Ma tu sei eguale e non manchi alla bisogna della vita.
Tu sei tale e quale,
tenerezza che nel cuor sa far della carezza fusa,
ove hai lasciato una certezza, forse, a dare,
quel che hai del tuo mestiere,
insegnar che non v’è mare sì profondo
da non potere traghettare,
o sorriso più giocondo che non possa farti amare.
Odi i suoni ancor più tenui arrivare dal passato?
persi e chiusi nei frastuoni
e mal celati che hai lasciato,
chiuso a chiave insieme al cuore,
a fianco un letto e un comodino
col tuo amore stretto al petto ed il sorriso di bambino.
©
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L'autore
Stefano Panozzo
Nato a Novara nel 1965, in un giorno di dicembre ove si entra in sordina nel nuovo anno. La dedizione alla scrittura è un virus che abita la mia vita da sempre, un dialogo interiore costante a confronto del mio io più profondo, ove trovano radice tutti i dubbi della esistenza e la persistenza degli errori, nel mio acc
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