Occhi orientali
Lacrime di Sole
sgorgano
come perle
dalle fessure dorate
di un sontuoso palazzo
Dietro ricami arabeschi
di piccoli usci di luce
occhi orientali
neri
come la notte
senz' argento
e spicchi d'oro
fugaci spiano
il lento batter del tempo
Nella segreta stanza
Dal caldo e soffocante vento
RIFUGIO
trova
il suo pianto arido
Bruciano le gote
e veleno scende nel cuore
Ad un tratto
un campanello
sentenzia
il dovere
Giunge l'or
e stoffe preziose danzano
intorno al suo corpo curato
Gemme e Kajal
risaltan
pelle d'ambra
soffice come seta
Gioielli brillano
e tatuaggi decorano
delicate mani
e
un casto velo
copre come un servo
labbra seducenti
Come una Dea scende
scale d'avorio
Nell'atrio
zampilla
giocosa
una fontana
Fragranze floreali
inebriano lo spirito
e candele diffondono
armonie
d' incensi
Magnifica
Apoteosi dei sensi
Il sultano
prende la sua mano
Mano
di nobil donna
La prescelta
lei
fra le concubine
Sguardi d'invidia
la opprimono
Ma voce non può
gridare aiuto
Mentre la musica avvolge
i due corpi
I sogni di libertà
cadono come gocce
scivolano
e giunte nel deserto
diventano
granelli di sabbia
che imperterriti
luccicano
©
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Commenti (2)
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Apache14 dicembre 2007
mi hai fatto vivere una favola, una triste ma bellisima favola, l'autore ha scelto parole dolci delicate semplici per raccontarci cio' che è lontano come mondo da noi ma vicino come realtà sociale.
F
Franca Canfora14 dicembre 2007
Bello questo viaggio in un mondo lontano e così diverso dal nostro, espresso con semplicità. Una favola che cattura e ammalia.
