Infanzia bucata
Elena Poldan
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fra trame offuscate
le tue sofferenze
intravedo agitate
provengono da scaturigine comune
e in esse intravedo i segni delle mie
pesante grumo di frane irrisolte
tumulate senza tomba
come defunti che s’aggiran nei sogni
c’insidiano in spietati tormenti
anch’io mi ritrovo a volte in quei crolli insani
nel nonsense d’un morbo astratto
che il mondo non intende
tacciando d’ogni banale difetto
chi soffrendo
da ingiustificata vergogna afflitto
non osa rigettar l’insulto
dolente consapevolezza
d’una infanzia bucata
da mostri senza pace
ora nell’Ade
clemenza e pietà
muova giudice di lor sorte
nei regni della Morte
©
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L'autore
Elena Poldan
Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Molto bella, complimenti sinceri (Christian Valentini)
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