Il fiume va
Sei rosa, sei spina, eppur di mille colori
ove il pensiero quant’altro osa,
posar l’ali ai petali tuoi, io m’affanno,
mio fiore, mio cuore, mio infinito amore.
Saperti in delizia e averne il pregio,
m’alletta parola, visione e intensa passione.
Che a dirti ti amo è sussurro che passa
e all’altri orecchi non intende,
se null’altro giunge al cuore che sente, lui sì
e pretende.
Sei rosa e sei spina, sei un bacio e un sussurro,
che il vento traversa la parte piu bella,
che porta il profumo che dona essenza,
a chi sa e non compare, a chi ti sa amare
a chi passa il tuo cuore avvolto in un velo leggero,
sussura le voci, accarezza il pensiero,
attesa irrequieta se mai leggerezza ritornerà.
Passando per mari, montagne e la "Dora",
scendendo colline di spose ventose e ancora,
sfiorando l’aurora della bocca tua
mia diletta, l’attesa, il ritorno
e primavera ti aspetta,
l’essenza natura di rosa ammantata,
sognata, tanto quanto belli sono i cuori,
Nè bianchi Nè neri ma di mille colori,
che la sabbia portata nei greti operosi,
trascina pagliuzze di certezze,
risate bambine e le carezze tanto care,
che prima o dopo, la vita navigando affonda
onda dopo onda se ti pare,
e arriva spumeggiante al mare sapiente,
nel grembo di vita di un’onda potente.
©
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L'autore
Stefano Panozzo
Nato a Novara nel 1965, in un giorno di dicembre ove si entra in sordina nel nuovo anno. La dedizione alla scrittura è un virus che abita la mia vita da sempre, un dialogo interiore costante a confronto del mio io più profondo, ove trovano radice tutti i dubbi della esistenza e la persistenza degli errori, nel mio acc
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