Solo
Ho portato il tuo saluto, per non avere proprietà
di disporre della tua parola
e solo,
come la nuvola nera,
che accompagna questi miei pensieri.
Solo,
come gli eroi che hanno perso cento guerre
in una unica battaglia,
che se fosse stato un fuoco di paglia,
rideresti di me e della mia semplicità?
Ma tu non ridi,
sei severa nell’incendio che consuma la giornata.
Fai terra bruciata delle poesie cantate,
delle notti stonate
a cantare nenie che escono dal coro delle stagioni,
passate a contare,
ad inseguire arcobaleni dopo un temporale .
Sono andato fino in fondo,
nella parte più scura del tuo mondo
e al di là delle passioni,
costruendo castelli,
dipingendo acquarelli con le tue sfumature,
quelle per le quali avrei fatto tutto.
Tutto ciò che è finito come un temporale,
che passa sulle spalle,
mentre il sole guarda retro e poi scompare.
E le ombre si allungano,
quasi ad abbracciare il tuo sorriso,
su tutto ciò che è stato fatto e non compiuto,
mentre tace anche la notte,
portando appresso i sogni che avevo e ho avuto,
un fior che ben conosci in cambio di un addio
che assomiglia ad un saluto.
©
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L'autore
Stefano Panozzo
Nato a Novara nel 1965, in un giorno di dicembre ove si entra in sordina nel nuovo anno. La dedizione alla scrittura è un virus che abita la mia vita da sempre, un dialogo interiore costante a confronto del mio io più profondo, ove trovano radice tutti i dubbi della esistenza e la persistenza degli errori, nel mio acc
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