Amava i ritorni, lei
Francesco Falconetti
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Amava i ritorni,
perché gli addii sapevano di nuvole e pioggia
E quando le rondini si azzuffavano in cielo,
lei ne catapultava le scie
su sequenze di rossi e di blu,
tagliando le loro traiettorie
Poi, quando, il treno, finalmente, fischiava
e guardava, dritto, sull’orlo dei tramonti,
lei tramortiva su prati di papaveri,
arrossendo come nespole già mature
che stavano ad aspettare,
innamorate del sole che le aveva fatte donne.
E quando, infine, veniva sera,
tornava alla sua tana,
e come lupacchiotti che si allattano,
sazia del giorno,
sfogliava petali di rose,
fantasticando baci e amori
mai nati.
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L'autore
Francesco Falconetti
A volte, così docile, mi lascio cullare. Questo mutevole vento (che talvolta ritorna), mi trasporta, così lontano.
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Un caro saluto! (carla vercelli)
...bella... bella... (Lia)
bellissima (Rosita Bottigliero)
Commenti (1)
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carla vercelli24 gennaio 2019
Le donne in genere amano più dare il benvenuto agli amori che congedarli. Fa parte della loro natura fantasticare amori eterni ma sono anche molto concrete, piene d’iniziativa, di verve, di consapevolezza... Una donna porta sempre un amore dove vuole andare lei... gli amori mai nati non sono interessanti. Una figura di donna che scorre sognante fra le righe di questi bellissimi versi!

