Sulla rete
Guido Buono
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Sulla rete di misfatti
che invisibile ovunque s’estende
lentamente percola
poi si rapprende
il rosso sangue
di una trafittura
che langue.
Il compagno ancor caldo
che il bavero mi stringe
ha negli occhi
un ultimo anelito
poi nero
il gelo della morte.
Centrato con meccanica precisione
da un verme immondo
vestito da cecchino
sui tetti rossi appostato
dietro il comignolo d’un camino.
Anche la casa diroccata
da cui i colpi son partiti
ha finestre con occhi increduli sbarrati
e pareti come volti butterati,
è nauseata.
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