Il vuoto

La Tua assenza,
solco profondo nelle mie giornate incolori.
La Tua assenza mi strappa le ossa dal corpo
e da sola
sa farmi male come erba di vetro
e chiodi nel cuore.
Ed aspetto la sera
per vedere il Tuo viso dentro un desktop
che si fa beffa di noi
ed appare e scompare come un fantasma capriccioso.
La solitudine non mi spaventa.
Ad essa ci sono abituato fin troppo presto,
da bambino.
Ma il vuoto di Te è uno spazio così vasto
dove cammino ed inciampo.
E lo sanno bene le notti,
scure e silenziose dove svanisco per non vedere.
Lo sanno bene le ombre dei nostri ricordi,
tessuti e vividi dentro gli occhi.
Come una scogliera abbandonata ai flutti
dove limmondizia umana che ho sempre evitato,
si abbatte furiosa per comunicarmi il suo desiderio travestito da odio...
Son li che ti guardo, ti parlo ed aspetto di poterti rivedere,
pronunciando il Tuo nome,
mio Daniele, dolce Daniele.
Per sempre Te solo, Daniele.
©
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L'autore
G Mirra
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