Tu sei la rosa più bella

Sei il giardino che brilla di rugiada, mamma.
Quell’aiuola di viole e le rose
che nel giorno, fanno innamorare il sole.
La culla e la tomba,
quando la tristezza vela le ciglia
di un ombra grigio argento.
La casa che mi aspetta
dopo che il tempo che è passato
ha lasciato i segni sulla mia pelle.
La mano che asciuga le mie lacrime
quando il ghiaccio della cattiveria umana
arriva al cuore.
Perché tieni il silenzio tutto per te, mamma?
Ogni madre sente il dolore del proprio figlio
cercando di strapparglielo dall’anima
e guarire le ferite.
Nello strazio del tuo pianto, tra i capelli bianchi
coperti dalle belle tue mani,
come candide camelie appoggiate sulle pagine del destino,
io vorrei, toglierti l’amarezza che serpeggia
come rovi nati dal catrame della pazzia delle umane genti,
invidiose ed insoddisfatte.
Non nascondermi i tuoi ricordi
ma parlami, parlami di quel che eri
e di quel che ritieni sia rimasto di te.
E non aver paura di chiamarmi nel sonno.
Io sono il bianco ed il nero di una foglia,
come piuma che volteggia e a te ritorna.
Io ti amo Mamma
ed il tempo, non potrà mai portarti via da me,
ne l’invecchiare, toglierti la bellezza del Tuo viso,
come ieri, ed oggi, così anche domani.
©
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L'autore
G Mirra
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