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Riflessioni 22 febbraio 2019 · lettura 1 min · 619 letture

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Gesuino Curreli 1281 poesie pubblicate
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Vorrei sfogliare l’ultimo breviario nei sentieri percorsi a dismisura, dopo i colli, per giungere all’ altura, oltre l’ erta affrontata col sudario. Da lì pensare ai passi e al lungo viaggio, dentro la brevità di prospettiva, come un veliero giunto alla deriva, consumato anche l’ultimo passaggio. Contare ad una ad una ogni chimera, l’ ebbra felicità di amori veri, i sogni frantumati, ed i pensieri leggiadri come i fiori in primavera. Colmare con il sole i vuoti amari, smarriti i giorni della compagnia, seguire i venti come una magia che faccia evaporare i tempi avari. Passare i fotogrammi di una storia come alimento al cuore, quotidiano, capire che un amore non fu vano se vive ancora stanze di memoria. Dall’ alto, infine, avere luce ancora in questi spazi stretti e solitari per leggere un bagliore e poi, magari, avere l’illusione di un’aurora.
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L'autore
Gesuino Curreli

Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....

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Commenti (1)

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Antonio Terracciano23 febbraio 2019

Ci sono sedicenti poeti come me che trattano un po’ tutti gli argomenti, rischiando talvolta di prendere lucciole per lanterne, e poi ci sono quelli più genuini come Gesuino, spesso piuttosto monocordi (si dice che il grande scrittore scriva in realtà sempre lo stesso libro) . Non leggo sovente il Curreli, ma ogni volta che lo faccio vi trovo, come anche in questo caso, un rimpianto forte ma rassegnato del passato e di ciò che esso non potrà più restituire (i suoi versi sarebbero non poco adatti anche a testi di fado portoghesi) . Questi sentimenti sono forse espressi più suggestivamente quando il poeta usa la "limba sarda", ma l’italiano permette naturalmente di comprenderli meglio.