Cenerella
Cenerella è il nome d’uffizio che ti voglio dare
per non dar agio o ragione tale che sia di parte
nel dire cose che le nuvole sanno e non ne fan parola o danno.
Cenerella non par casuale,
forse strano, invero audace
che non specchia quel sorriso
che par frutto e gemme in fiore,
di un giardino posto in paradiso
carezzato dalla brezza e dolce amore.
Cenerella plaude e resta resa
che di grazia ne pare tanto,
ciò che poco in sorsi leggo
e alle labbra tue sta pesa
a trovarti di un momento
nel saluto a far di sposa.
Quel bel tratto che par nulla,
ma dà lumi e ragion di ciò che hai di bene e cuore,
la passione per gli infanti e tutto pare,
sempre al centro, loro
che pur hanno da imparare,
quel che un libro bianco intonso ha di pagine sapere.
Cenerella, vita semplice e discreta,
dalla veste sua natura e bianca seta.
Pare il frutto sempre dolce
di un virgulto secolare,
che sovrasta e par si staglia,
alle mire di chi pare,
per stupore o emozione
ben chi ascolta ha da dare.
Cenerella in altre parti,
resti sempre bella e fiera,
e il cuor trasale
come salgono gli schiocchi al calor del focolare.
Tanto dico e spesso voglio,
chi ti mira e con orgoglio
altre sponde sta a guardare
quella vita presa,
data e mai offesa di destino ad esser resa.
Bella in fiore e in canto
ove un vento ancor si inchina
al tuo cospetto e par di pianto.
La natura calda e bella
come un fiore, Cenerella.
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L'autore
Stefano Panozzo
Nato a Novara nel 1965, in un giorno di dicembre ove si entra in sordina nel nuovo anno. La dedizione alla scrittura è un virus che abita la mia vita da sempre, un dialogo interiore costante a confronto del mio io più profondo, ove trovano radice tutti i dubbi della esistenza e la persistenza degli errori, nel mio acc
Commenti (1)
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Marinella Fois27 febbraio 2019
Bella filastrocca con immagini che fanno tornar fanciulla, anche una lettrice come me.
