Cuore di fata
Io piango per te, mille lacrime di sofferta pace,
piango perché non so cosa dire,
quando un fiore non germoglia, perde i suoi colori
e cadendo giace.
Piango per me, padre di vita e di lettere amate,
ove tanto passa di quel che sei, linfa di benigna sorte,
tanto quanto, ovunque sei, non regna dolore o morte,
ma solo infausta e dolente sorte.
Nulla può,
dar sollievo all’anima ferita da un buio momento,
nulla so,
a mio modo ancora,
a modo mio d’amar senza saper di Dio,
se non provar soltanto ciò di cui io son capace,
amar chi non si arrende e per ogni figlio piange
di felicità sofferta e non sa trovare pace.
Per te io piango
e cosi piangendo scrivo per te e per te canto,
stringendo tra le braccia il tuo bel cuore,
io, ferito e stanco ma mai domo,
di portare tra le braccia la grandezza tua,
che si tradisce a guardare stupita
la semplicità di un dono
Io cosi resto
e per quel che sai come setir sono,
solamente uomo.
©
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L'autore
Stefano Panozzo
Nato a Novara nel 1965, in un giorno di dicembre ove si entra in sordina nel nuovo anno. La dedizione alla scrittura è un virus che abita la mia vita da sempre, un dialogo interiore costante a confronto del mio io più profondo, ove trovano radice tutti i dubbi della esistenza e la persistenza degli errori, nel mio acc
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Un pianto liberatorio che dona pace. Bella pagina. (Antonella Luna)
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