Come a primavera
Sarà solo un respiro uscito dalla nebbia dei sogni,
dove dimorano le dolci tue emozioni di stagioni passate.
Sarà forse come mai é stato,
quel giorno che poteva la notte,
abbracciare ciò che nulla può, nulla aspetta,
se non se stesso per mille anni ancora,
di amor da amare
e quelle speranze segnate invano,
tra le quali dormi e aspetti,
lo sai fare e ancor stupisci.
Che ti rammento,
tu, sopra a far nuvola o nebbia,
del calore che le gote lasciano passare,
e il cuor che batte acuto e grave,
nel suo far del mio dimora, oggi come allora.
Di tutto un po’ e di un po’ un per sempre,
che è vero, dal niente l’alba nasce
e il cuor solenne pasce nella notte amor
e con lei per nulla sopita, chiama
ancor, che ha bisogno e aspetta...
che pace Mia diletta,
Loquace poco,
ma ancor ti tengo stretta,
se quel che alberga e da radici,
qualunque fato avverso accada,
ciò che non germoglia e che ancor tu chiami casa,
sognando ancor più spesso, se ancor so fare,
le gioie delle perle che solcano il tuo viso.
Ancor mi prendo cura di saper che è luce e hai un nome,
che dipinge, la natura, delle labbra tue di rosa ed un sorriso,
accende in lume a due parole,
dal dolcissimo richiamo in paradiso,
dal sapor di dolce quiete, mai son chete
e fanno eco molto più di prima, pur non pare
dei miei anni giovinetta,
scioglie il ghiaccio dei miei sogni la mattina,
anch’io per sempre, e il cuor si sbrina.
©
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L'autore
Stefano Panozzo
Nato a Novara nel 1965, in un giorno di dicembre ove si entra in sordina nel nuovo anno. La dedizione alla scrittura è un virus che abita la mia vita da sempre, un dialogo interiore costante a confronto del mio io più profondo, ove trovano radice tutti i dubbi della esistenza e la persistenza degli errori, nel mio acc
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