Il maniscalco
scendono a spirale
gli echi degli applausi
vibrando sonagli
di giullari di corte
in piroette e balzelli
sfide a duello
tra ciprie e belletti
mentre lenta la catena
abbassa il ponte
sul fossato candido di strascichi
vessilli sgargianti
e parrucche di conti
ora, tornano a sponda
tra ninfee e girini
che girano girano girano .
S’avvede il maniscalco
che batte il ferro caldo
dissonando un sussurro
di non parole.
Non parole.
©
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L'autore
Nuragus
Ed è concerto il vento che agita le vesti dei pini e scioglie nodo su nodo l’anima, aggrovigliata tra gli odori insonni tagliati da un dire per frammenti l’ansia di orme calcate su una tela che srotola emozioni accecate dagli odori di un’eterna primavera. Era.
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