Strani giorni
E sono qui
trastullato dai miei ripetitivi desideri
come allentato... da catene arrugginite
- da bulloni ingrippati
e sono qui... inchiodato
dentro una bara di vetro
trasparente, baluginante
talvolta opaca, lattiginosa.
Minuscoli, spezzettati, tritati,
granellosi (come frammenti di ghiaia)
si disperdono nell'oculare globo
- i giorni stranieri...
guidandomi verso strade convulse, esagitate
e sono qui
trancimato da segmenti di alveoli inanimati
trasportato dalle nuove astronomie
da sconosciute costellazioni aliene.
Lacci sfibrati, nodi corrosivi
mi orlano di porpora i polsi smagriti
e l'urlo si concede... ormai ammutolito
nel tramonto algido
di luce moribonda
nell'alba slavata
di violacee ombre intorpidite.
©
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