Malvagità nascoste
La cattiveria più subdola raffiorava (inaspettata)
quando i pensieri venivano disturbati
da oscure intrusioni che stilettavano il cervello...
c’era lei, con le sue malate alterazioni
imbutiformi, striscianti... che affondavano
dentro crateri di intrinsecate fobie.
Fiori di lamiera, rasoiate letali
ricadono di netto sulla sua persona
(taglienti, ostili, irrefrenabili)
come stalattiti appese alle grondaie
in procinto di staccarsi... dai bordi scivolosi.
Bisturi lucenti, che nella carne affondano
(come coltelli nel burro)
sono i miei sentimenti per lei
pronti ad entrare nelle sue viscere
scandagliandone la fortezza venosa
intrufolandosi tra le giunture ossee
tra la polvere di calcio scheggiato
frugrando tra i nervi e amputando...
i tendini fibrosi.
Una punta perforatrice è... il mio ultimo desiderio
che possa far entrare nel suo cuore
(spento dall’apatia)
la ferrea punta elicoidale
(per esplorarne il contenuto)
per vedere i brandelli spappolati, triturati, sminuzzati
sparsi sul bianco delle lenzuola...
per scoprire poi cos’è che lo fa pulsare:
odio, amore, indifferenza, disprezzo
ed infine...
bucare così, la massa gelatinosa del suo cervello
trapanando i suoi segreti desideri
bucherellando le sue voglie più recondite
liberando le sue angoscie, le sue gioie
e la sua malvagia correttezza (per distruggerla)
insieme al suo ostinato maniacale ordine... (delle cose)
della sua vita e anche della mia!
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!