Ti ho vista...
Ti ho vista camminare appannata
nel morbido giallo, di fluorescenti mimose
nel rilucente schiantare di un mattino assolato
e dentro il video incendiato
di un settembre da buttare
ti ho vista soddisfatta, mangiare un gelato.
Ti ho vista chinata
dentro un riflesso d’aprile
strappare dalla ruggine un candido fiore
ed assaporarne rapita, il fragrante umore
e poi distesa sul trifoglio
di un verde ‘spiaccicato’
riversa nella malizia della veste rialzata
- nell’abbaglio rovente della pelle pulsante
ed in quello stuzzicante di panna montata.
Ho visto la tua schiena a quel muro appoggiata
insieme a quel ‘tale’, che non potevo soffrire
- ti ho vista eccitata, mischiare la saliva
e nel mio pugno fremente … una rabbia crudescente
‘ tanto da odiarti, tanto da non poterne più
tanto da maledire, quella che eri Tu!
Ti ho vista sul ‘Guard-Rail’ di un asfalto violentato
tra zaffate di benzina, in un alito arroventato
- ti ho vista spalancare il tuo sesso indifferente
per sfamare quella voglia, di chi non aveva niente …
- e ti ho vista sulla pagina , di un vecchio giornale
sotto un nero titolo di una violenza ‘normale’ :
Uccisa da una siringa, da un avido sfruttatore
- quello che t’insegnò a spartire col denaro
quell’inquieta differenza, tra sesso e amore!
Ti ho ritrovata sorridente
dentro una cornice ovale
nel gelido contatto di un mare ghiacciato
accanto alla parata di metallici alabastri
- sfiorati dal fruscìo di un tramonto amareggiato –
ed eri come Eri … non come diventasti!
Mi fosse riuscito di averti, mi fosse riuscito di amarti
Allora forse, avrei potuto salvarti!
©
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Commenti (1)
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Rita Minniti5 febbraio 2008
Forte, riflessiva che incute tanta rabbia per non poter fare niene davanti a tanto scempio, davanti a tanta violenza! Poesia ben strutturata che coinvolge nella lettura, molto realista... molto bella!
