L’ arenile della vita
L’arenile diverso della vita ho calpestato
tracciando minime e discrete orme di gabbiano,
animale strano io, sbandierare non volendo quel che ero,
strano animale, schiva scegliendo ancor di essere.
Gli aguzzi scogli e la molle sabbia sulla collina mi portarono
ove seduta contro caro tronco la brulicante valle rimiro.
Quanta umanità varia che inconsulta si agita
sotto i miei occhi, ed ineffabile sorrido.
Prime donne che a colpi di variopinti boa di struzzo
inanellate di venefici sorrisi il primato si contendono,
Spicciola arroganza al mercato venduta
quale semplice mezzo per sopraffare il vicino.
Puntigliose e risibili contese di sostanza prive
che i capponi di Renzo ancor portano in tenzone.
Becero spettegolar da insulse donnicciole,
che vita non nutrendo, l’altrui invadere cercan.
Sottili trafficanti dell’esistenza altrui,
manipolatori ed intrusi con insidiose esche.
Invidie e gelosie come quotidiano pane
coltivate in giardini dai maleodoranti frutti.
Quante stolte malizie ad avvelenare l’esistenza
specie di chi le partorisce e di chi esse si nutre.
Seducente denaro ed ambizione di facile potere
obbligano l’illuso corridore a stravolgere la sua vita,
cieco, a trasformare ogni cosa in merce col suo prezzo,
a svendere le ricchezze che moneta niuna può comprare.
Sulla collina, le gambe incrociando, seduta contro un tronco
l’ altrui confuso agitarsi osservo ed ineffabile sorrido.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
M
Marina Como1 gennaio 2008
Con ironia ed accurate descrizioni una umanità variegatamente descritta, dove nella metafora del gabbiano l'autore si pone a guardare la commedia della vita. Una bellissima chiusa riprende le strofe iniziali e ci lascia sognanti e concordi con il pensiero espresso dal poeta. Ed il paradosso di essere al centro dell'attenzione proprio per il non volerne porsi prende forma. E ci lasciamo travolgere dal senso di quiete raggiunto col sorriso.