Nera montagna
Nera montagna e tumida di nebbia,
all’improvviso il cielo apre le cataratte.
Ah, che meraviglia un acquazzon sul mare,
incantata resto alla finestra alla luce dei lampi.
Sempre godo del mare e sua malia mi cattura,
ora è la rabbia che in schiuma tempestosa schizza.
Un tuono prepotente con la sua bassa voce
mi rassicura quasi, in cara tana rinchiusa.
Son felice a restar qui a guardare la baia,
come un animo triste dagli elementi tormentata.
Ah quanto assai grato al cuor afflitto saria
poter i moti tutti dell’anima con ugual letizia subire.
Ahime, dell’alma lampi, tuoni, tempeste e temporali
il cuore graffian e tormentano con affilate unghie.
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