Compagno carnefice
Struggente mi perseguiti
nelle mie notti insonni.
Profondo ed inappagabile
esali dal pozzo dell’ anima;
infido mi riappari quando
sola mi scopri con me stessa.
Tiro un lungo sospiro
e ti guardo in viso.
arsura senza fine,
sei lì che mi accompagni
dai giorni verdi e teneri,
sei lì che mi urli dentro,
infinito, oceanico
bisogno di tenerezza.
Chiudo gli occhi,
carezze lievi sul mio viso,
mani che non tradiscono,
baci che rifocillano.
Chiudo gli occhi,
un brivido,
caldo uno sgorgar di lacrime.
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Commenti (1)
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D
Daniele Fabbri4 gennaio 2008
Molto sentita e vera, poesia dal ritmo incalzante e dalla chiusa stupenda. Piaciuta.