Ancora un anno

Sempre qui a chiedermi
un bilancio e un auspicio,
solita melina sterile
che non mi appaga,
né offre spunti di gioia
nello sfogliar del tempo.
Stare a far quel bilancio
in questa stadera alterata,
dove manca sempre qualcosa
e il giusto peso non torna ...
pur facendo la riprova,
ti senti vuoto senza memoria.
Arranca lo stivale e non decolla
legato sempre allo zero virgola,
con la spada di Damocle sul capo
di quel debito come famelica zavorra,
pur cambiando i suonatori
l’orchestra sempre stecca.
Tu uomo della strada
non ti fai abbindolare
dalle solite retoriche di parte
e troppi difetti venduti come confetti,
non ti addolciscono la bocca
ma quel retrogusto amaro
impasta e ti toglie la voglia
di sederti a ogni mensa.
Schiavi dei soliti difetti
cincischiamo senza onore,
nel delirio di cattivi esempi
e la coscienza ci interroga cattiva,
mentre brutte tracce invadono
questo nostro sentiero.
Qui a questa finestra
aspettando un albore di luce
per alleggerire quella croce,
restano ancora troppi dubbi
e ancora in quello specchio
solo immagini sbiadite nell’incerto.
©
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