Una di noi
Quando quella ritualità
t’imprigiona nel tuo mondo,
fuori dall’essenza del tempo
e tu segui quel tuo percorso.
Quante sfaccettature presenti
sempre legata ai soliti commenti,
in quel rincorrersi di parole
che ripeti come un’ossessione.
In quel tuo corpo vissuto
si nasconde un cuore fanciullo,
senza stare attenta alla parte
tu tiri dritta come una infante.
Quella tua risata esuberante
e il mutar d’umore improvviso,
per poi riprender quella nenia
che per te colora l’esistenza.
Spesso l’ignoranza e l’impazienza
di questo nostro mondo
arrivista e detto normale,
non si cura dei tuoi bisogni
e di quei tuoi messaggi di parole ...
relegandoti nel cantuccio.
Sempre più messa da parte
negli stenti la famiglia,
quel minimo sollievo quando
al centro con altri tuoi pari,
in quel rito abitudinario
e momenti socializzanti.
Ti han trovata l’etichetta buona
di- Diversamente abile-,
per ammorbidir la pillola
e farla più accattivante,
ma gli altri ti stan troppo distante
con pregiudizio e disinteresse.
Tu resti la stessa col tuo sorriso
e insistente nel tuo monologo,
ci porti fuori dal tempo avaro
e ci metti con le spalle al muro.
©
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