...delirio notturno

suoni striduli
guaiti,
tenui a volte,
mai silenti,
creano
onde oniriche invasive,
percuotono
il vuoto,
destando il sogno
dei deboli interiori...
vorrebbe il desio
-di anime incorporee -,
poco percepite
dai materiali occhi,
che lenissi
quei lamentosi
effetti...
quante orme inseguono
l’orma mia,
come onde alienate,
accarezzano gli apici
e le mentali stie,
dell’inconcludente ossario,
nessun sussulto
nessuna resa
ancora un vil
rinvio...
improvviso
piatto
si alza il ponente,
ancora qui,
confonde pescatori
e fabbricanti d’ali,
la sua inerzia
ora muta corso,
squarciando,
come fosse idra,
il notturno
delirare...
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Commenti (1)
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Rita Minniti11 gennaio 2008
E' di notte che l'anima si apre senza riserve e interamente alle proprie emozioni, ai propri dubbbi e ai tanti perché! Una poesia dallo stile impeccabile e sontuoso.
