Flusso di coscienza 2
Elena Poldan
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M’incateno ai ricordi
sicure ancore su abissi profondi
o forse illusioni
di lune e di nebbia
quando mi perdo in me stessa
ricamo i giorni fra scoperte
in quell’isola ormai deserta
con il sole in testa e un bastone in mano
per non perdermi fra le mie paure
mostri giganti s’aggirano fra stanze vuote
mi rivedo bambina così piccola e sola
mi sento piccola e sola
bambina
mi osservo con compassione
senza riuscire ad asciugarmi le lacrime
ormai cristallizzate in un tempo perduto
senza bordi questo abisso
dove mi sento sprofondare
sgombro l’orizzonte
ogni giorno m’investono moleste cure
quotidiano sopravvive
mentre ti cerco fra ricordi e sapori
mentre lo cerco fra immaginati esiti diversi
da quelli avversi
finisce l’estate fra un ammanco e un nodo
in gola perché la gente non smette mai di deludermi
perché adesso ci sono solo nuvole
mentre io vorrei la pioggia
o la neve nei camini d’un sogno lontano
m’incammino sulla mia strada solitaria
con un Rosario fra le mani
contando i cocci della mia vita
che ardono al sole
girandomi spesso indietro
vedendo solo sagome senza volto
riquadri dove io non ci sono
seguimi Tempo
e ti mostrerò il mio
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L'autore
Elena Poldan
Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Poetica di pregio. Originale INTROSPETTIVA. (Francesco Rossi)
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