Attesa
Elena Poldan
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A volte m’aggrappo al vento
alle sue folate scomposte
e divento tempesta
foglia che vortica in se stessa
senza senso senza risposta
e poi si ritrova avvinta ad una superficie
sconosciuta a se stessa
svilita nella sua essenza
sorgive nascoste esondano di notte
rovesciando ogni certezza
spazzano il cielo piogge autunnali
così violente così selvagge
non c’è più nulla dei miei ieri
così delicati e armoniosi
di glicine e gelsomino
ma forse solo nei ricordi
epurati dal buon senso
oggi mi cerco
e non mi ritrovo in alcun posto
ad una fermata dimenticata
aspetto ancora mia madre
e mio padre
con le mani sui ginocchi
accanto mi siede una bimba in lacrime
mi guarda implorante
nessuno l’ha mai ascoltata
biondina fragile incompresa
s’apetta risposte e protezione
la guardo la comprendo
ma ancora non mi sono presa per mano
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Elena Poldan
Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è
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