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Amore 16 gennaio 2008 · lettura 4 min · 5790 letture

Come il segnalibro dei giorni

Fratello 91 poesie pubblicate
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tento di non pensarci vorrei dare un nome a tutto un nome per me un nome per nessuno un nome per niente all'eterno della distanza alla durata di un attimo spero che la mia poesia venga fino li da te anche ora che non so scrivere non so pensare nemmeno mi auguro che si vesta per la festa che troverà nei tuoi occhi attendere confezionando pensieri in bilico sulla corda di un funambolo mentre tira vento freddo fuori volo appresso al fumo dei camini qui nel tendone del circo manchi tu che cuci parole tu che mi parli mi manchi tantissimo tento di non pensarci pensare solo che ce la stai facendo che stai riprendendo che stai piangendo e forse solo adesso stai sorridendo con la stanchezza della giornata perché è assurdo perdere giorni di giovinezza per la tristezza che è li solo come una bambina dispettosa quasi cattiva forse solo a volte necessaria di tempo ce n'è ce n'è un eternità per fermare un attimo uno solo per sorridere e cacciare ogni pensiero ora che non può succedere di peggio è ora che arriva il meglio nella colazione alla mattina nei passi e nei pensieri scostando le lacrime come fossero qualcosa di naturale come fossero un passaggio come fossero i capelli di un paesaggio verde scosso dal vento dove ogni filo d'erba attende il sole per un nuova nascita ripartenza risalita fiato sospeso del salto che diventa una folle corsa piena di luminescenza da cogliere come ciliegie e pesche come la frutta che mi fa pensare che tu sei la mia marmellata ancora e ancora e non penso a quanto mi rende triste tutto ciò a cui non penso non penso che c'è il dolore e che le cose devono attendere ancora che vorrei parlare al tuo dolore e dirgli : ”ehi tu porco! levale le mani di dosso! ” come su ”ritorno al futuro” come quando lo sento anch'io così che arriva insieme al silenzio attendere quanto è l'attesa che ci divide tanti sono i giorni che ti conosco e mi sembra così strano che sia così poco in confronto agli anni che sento tinti d'amore come biscotti affollati in una tazza ogni volta che scorgo qualcosa di te. non ci penso, tento in ogni maniera... e sono anche bravo mi dirai... e solo che stavolta non mi sento per niente bravo rispetto a quanto lo eri tu quando decidevi che quella doveva essere la mia giornata più bella perché per quanto sei grande cielo immenso vivi ogni istante dando ciò che è necessario a chi corre e scappa o affronta sotto di te a muso duro e con una spada nel cuore ognuno di quei momenti è denso come miele e solo persone alte come il Sole e magnifiche possono rendere la vita così densa possono riconoscere a miglia di distanza una voce che sussurra soltanto solo chi piange veramente sà cos'è la pioggia e un sorriso che si scioglie sotto. ora però basta torniamo alla normalità alla casa del bianco dove preparo la legna dove accendo un fuoco che non si spegnerà mai ed è il tuo sorriso l'unica cosa per cui vale la pena scaldarsi piangere mentre si tagliano le cipolle tagliare pezzi di carta con dentro calvari di paure con dentro disegni di piccoli cavalieri e armature il tuo sorriso per me le tue mani che profumano di basilico i tuoi battiti mentre sgorgano da occhi che si sfogliano e le parole che non ti ho mai saputo dire che tento di tradurre in musica e non riesco tento di non pensarci e non riesco a non volere te con tutta la paura e il dolore qui vicino, come il segnalibro dei giorni.
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L'autore
Fratello

Ho sempre scritto principalmente per sfogarmi, questi sfoghi sono divenuti Poesie e Reading. Ho partecipato al Marte Live leggendo in locali di Roma incluso il teatro Palladium arrivando alla finale senza vincere assolutamente nulla. Accompagnato musicalmente dal basso elettrico di Gabriele D'Ubaldi.

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Commenti (1)

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Leaf16 gennaio 2008

Un testo splendido, che definire poesia è riduttivo.Forse perché tocca e fa vibrare i nervi come corde di chitarra, abbandonata in un angolo a impolverarsi, perché non trova mani che sappiano suonare la musica del cielo.Un autore sensibilissimo e magico, da cui sgorga bellezza così... naturalmente.