Di fame si muore
Quando la bocca cavalca radure
il calore non vuole ascoltare
le riserve del grigio cordoglio.
Il sangue estingue le paure,
il sorriso perdona le bugie
e il vuoto corrompe la luce.
Nessun pentimento.
Ma eccolo,
il viscido suono nelle orecchie
che brucia nella folla
dei pensieri più tenui.
Non raccontare il segreto agli altri.
L’apparenza soddisfa abbastanza.
Perdona
la candida faccia che porti
e il nulla che sei,
deliziati del cieco bisogno
e spera che arrivi ancora.
Odia
la menzogna della tua agonia inesistente.
Sai già che non c’è verità,
nulla può macchiare il nulla.
Deliziati del bianco
piacere della caduta.
L’unico bisogno è averne di più.
Paura e movimenti
scaldano le viscere.
Puoi smettere.
Ma non serve.
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