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Satira 18 gennaio 2008 · lettura 1 min · 3985 letture

...evviva il free jazz

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Nicomar 309 poesie pubblicate
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disperate fragili metafore planano su pagine virtuali, non cercano pareri dotti di crescere non han bisogno sono solo piccoli boccioli, il desiderio è respirare brio riscaldare cuori infranti donar emozioni forti, loro implorano pietà non vogliono essere stravolti, lasciali in pace orsù tu critico che non vai oltre gli schemi perché convinto - la musica è già scritta – - tu che lezioni pensi solo a dare distante sei dalla ragione, non sei giudice del verbo tanti mondi hai ancora da scoprire, sciogli quindi le briglie del tuo ego rilassa i muscoli dell’irto volto fa che la tua mente sia airone vola, staccati dal grigior saccente, così che a quest’anime di speranze colte, passeggere nella felice landa, un sorriso arrivi in fondo al cuore, flagellati dalla realtà del tempo cercano sollievo alle ferite, solidarietà un cenno una carezza… frena la lingua dunque, metti la mano al petto, prova ad imparar cos’è il rispetto…
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per i critici saccenti…

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Commenti (4)

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Davide D18 gennaio 2008

forse un po' prolissa. Per il resto una satira tenera ed incisiva, contro una razza troppo diffusa e non ancora in via di estinzione!

Triste18 gennaio 2008

”La musica è già scritta” ma quella estemporanea che nasce spontaneamente... ispirata da un intenso sentimento e non riproducibile ha un fascino tutto particolare... è unica.

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White18 gennaio 2008

Tutti bravi a giudicare, criticare... disintegrare. Ma chi può erigersi ad onnipotente giudice? all'autore, condivido il suo sfogo.

Paolo Ursaia18 gennaio 2008

Poesia piaciuta; una garbata polemica, diretta contro i ”possessori del verbo”, qualsiasi esso sia... per giudicare, ci vuole comunque grande umiltà...