Di lei sconosciuta
M’accorsi tra gonne di tavoli, passando,
d’occhi addosso domandomi di lieve
chinai poco il capo e vidi calici e mani.
Da poco d’oltrepasso di profumo m’arresi,
d’impaccio raccolsi tremante i miei passi
sbirciando raccolsi lei, voltandomi rimasi.
E rapito rimasi sciocco e vuoto di parole,
di lei mentre i suoi capelli coglievan di sole
cavalcai mille silenzi ma di bella era.
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