Il mio peggior nemico
è solo un momento
vedrai che passa
mi dico
sapere che
davanti a me
l'immagine allo specchio
non ha più alcun senso
se non quello
di farmi rodere il culo
la spirale di schegge colorate
di liquidi illusori che si addensano furibondi
poi c'è il riverbero di anni interi
mai passati sui prati
cosparsi di abbaglianti riflessi
a inrecciare capelli fatti di donna
e sussurri ed echi di canzoni
di persone che non esistono più
di tempi cancellati e tuttavia miei
come fossero voci presenti, che mi chiedono
come fossero tempi ancora maturi
come fosse un mondo ancora vero.
Sapere di poter pensare alle persone
una per volta
il loro volto accostato al mio
pensare dunque
ad un numero doppio di persone
con il pensiero di me che si moltiplica
che alterna e separa ognuno
meticolosamente silenzioso
mi metto come una virgola fra tutti
pensando dunque
ad infinite combinazioni di volti
infinite copie di me
che osservano
infinite finestre
dentro le quali c'è la vita di altri
Ed è proprio ora,
che in nessun posto al mondo
a nessuno frega un cazzo
di quello che posso fare
chiuso in questa stanza
ed è corretto
non vorrei mai essere spiato
mentre lotto con le palpebre
che si piegano per chiudersi
in una competizione
in cui vincerà solo il sonno
bene, questa è solo
la prima di alcune
considerazioni
guardare dentro le finestre degli altri
anche se è curioso
e apparentemente dà calore
vedere le luci dei lampadari
ed immaginare cosa stanno facendo là dentro
è triste
e di un'infinita malinconia
che con i suoi enormi piedi potrebbe camminare
solo dentro agli occhi dell'Africa.
la prossima considerazione è che non sono sincero
non sono ne libero ne sicuro di essere lasciato fuori
dall'interminabile scala che porta ai sogni
mentre tutti passano avvolti nei cappotti
e molti sempre più simili al loro sogno
guardano solo davanti al proprio naso,
senza scrutare troppo nelle finestre
senza cercare troppo il paradiso.
eccetto forse solo i bambini che sbadigliano
che rimangono ad occhi chiusi
rendendo la strada da fare
lunga come il passo di una pulce
che salta e lascia tutti sotto
e piano piano
diventano tutti piccolissimi
sempre più lontani
e la pulce va su
finché non si ferma
e diventa
una minuscola stella.
Allora i bambini
aprono gli occhi
e la vedono.
solo per quello
che a me è tanto caro
io resterei qui
a sorridere alle piccole cose
ed è il ricordo della forza d'aver tentato
posare le mani sul muschio
e tentare di essere felice
ed è il ricordo della forza d'aver tentato
quello che va perdendosi
assieme al catarro nella gola
che va perso, per sempre.
Per questo capisco la tosse di mia nonna
che si sente sola ed avvilita
ma lei ha 97 anni ed io 28
e non posso dargli altro che il sorriso
senza la certezza che lei sappia chi sono.
Ma sentendolo dentro.
Nei miei migliori ricordi.
Sentirsi soli non è un dramma ne un dolore
è il gusto di un gelato, un sapore
è solo un palloncino che vola via
tentavo di scoprire che sapore avesse
cavalcare questo mondo
ed ora lo sento
sa di bottoni
sa di coperte di lana e caramelle al miele
sa dell'infinita carezza del mare sulla sabbia
la stessa dolcezza che usava nonna
”mentre cantavi per farmi dormire
io sentivo la tua mano
come nodi di legno
che mi scaldavano il viso”
sa di carta e varecchina
sa di spumante e cari vestiti usati una volta
sa di botte sotto
e scopate sopra
sa di merda sotto
e canto di uccelli sopra
sui rami più alti
irraggiungibili
loro tentano di arrivare
dove solo le pulci possono
sento gli zoccoli scalpitare nel petto
arrivare lungo la strada agli occhi
perdente come un bacarozzo
dentro la busta di un hamburgher
rapito dai denti di un cane
davanti a Walt Withmann
al vecchio pazzo con la bava alla bocca
stò immobile e fisso la mia immagine di vecchio
l'interminabile sabbia di scarpe e seta
chiusa dentro un vetro di ragnatela
rotto dallo schianto di una farfalla
che non trovava la strada verso il suo cielo.
”La poesia, la bellezza, il romanticismo, l’amore,
queste le cose che ci tengono in vita!
Che tu sei qui, che la vita esiste... e l’identità.
Che il potente spettacolo continua
e che tu puoi contribuire con un verso.
Quale sarà il tuo? ”
...
mi disprezzo.
per questo evito di guardare l'immagine davanti a me
e pensare a qualcosa di più profondo di un pugno.
capita, è normale,
solo che evito di scriverlo e di vomitarlo
infatti ora qui non c'è nessuno che scrive
nessuno che fissa le parole
scegliendo quale sia
il modo più giusto per piangere
nessuno che nuota felice sotto la superficie
c'è solo il deserto e l'inutile coraggio di viverlo.
il mio più acerrimo nemico
il giudice più severo
il boia più freddo
il coltello più dilaniante
è qui
dentro l'idea di poterti perdere
dentro l'urlo
d'aver tentato di uccidere la poesia
ogni giorno che ho calpestato le mie vene
scegliendo le parole come coltelli
aver parlato alla poesia di te
senza riuscire a liberarmi dalla morsa allo stomaco
senza pensare che fra noi tutti
non sarà certo lei ad emettere l'ultimo respiro.
©
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L'autore
Fratello
Ho sempre scritto principalmente per sfogarmi, questi sfoghi sono divenuti Poesie e Reading. Ho partecipato al Marte Live leggendo in locali di Roma incluso il teatro Palladium arrivando alla finale senza vincere assolutamente nulla. Accompagnato musicalmente dal basso elettrico di Gabriele D'Ubaldi.
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