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Introspezione 27 gennaio 2008 · lettura 5 min · 1507 letture

Il mio peggior nemico

Fratello 91 poesie pubblicate
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è solo un momento vedrai che passa mi dico sapere che davanti a me l'immagine allo specchio non ha più alcun senso se non quello di farmi rodere il culo la spirale di schegge colorate di liquidi illusori che si addensano furibondi poi c'è il riverbero di anni interi mai passati sui prati cosparsi di abbaglianti riflessi a inrecciare capelli fatti di donna e sussurri ed echi di canzoni di persone che non esistono più di tempi cancellati e tuttavia miei come fossero voci presenti, che mi chiedono come fossero tempi ancora maturi come fosse un mondo ancora vero. Sapere di poter pensare alle persone una per volta il loro volto accostato al mio pensare dunque ad un numero doppio di persone con il pensiero di me che si moltiplica che alterna e separa ognuno meticolosamente silenzioso mi metto come una virgola fra tutti pensando dunque ad infinite combinazioni di volti infinite copie di me che osservano infinite finestre dentro le quali c'è la vita di altri Ed è proprio ora, che in nessun posto al mondo a nessuno frega un cazzo di quello che posso fare chiuso in questa stanza ed è corretto non vorrei mai essere spiato mentre lotto con le palpebre che si piegano per chiudersi in una competizione in cui vincerà solo il sonno bene, questa è solo la prima di alcune considerazioni guardare dentro le finestre degli altri anche se è curioso e apparentemente dà calore vedere le luci dei lampadari ed immaginare cosa stanno facendo là dentro è triste e di un'infinita malinconia che con i suoi enormi piedi potrebbe camminare solo dentro agli occhi dell'Africa. la prossima considerazione è che non sono sincero non sono ne libero ne sicuro di essere lasciato fuori dall'interminabile scala che porta ai sogni mentre tutti passano avvolti nei cappotti e molti sempre più simili al loro sogno guardano solo davanti al proprio naso, senza scrutare troppo nelle finestre senza cercare troppo il paradiso. eccetto forse solo i bambini che sbadigliano che rimangono ad occhi chiusi rendendo la strada da fare lunga come il passo di una pulce che salta e lascia tutti sotto e piano piano diventano tutti piccolissimi sempre più lontani e la pulce va su finché non si ferma e diventa una minuscola stella. Allora i bambini aprono gli occhi e la vedono. solo per quello che a me è tanto caro io resterei qui a sorridere alle piccole cose ed è il ricordo della forza d'aver tentato posare le mani sul muschio e tentare di essere felice ed è il ricordo della forza d'aver tentato quello che va perdendosi assieme al catarro nella gola che va perso, per sempre. Per questo capisco la tosse di mia nonna che si sente sola ed avvilita ma lei ha 97 anni ed io 28 e non posso dargli altro che il sorriso senza la certezza che lei sappia chi sono. Ma sentendolo dentro. Nei miei migliori ricordi. Sentirsi soli non è un dramma ne un dolore è il gusto di un gelato, un sapore è solo un palloncino che vola via tentavo di scoprire che sapore avesse cavalcare questo mondo ed ora lo sento sa di bottoni sa di coperte di lana e caramelle al miele sa dell'infinita carezza del mare sulla sabbia la stessa dolcezza che usava nonna ”mentre cantavi per farmi dormire io sentivo la tua mano come nodi di legno che mi scaldavano il viso” sa di carta e varecchina sa di spumante e cari vestiti usati una volta sa di botte sotto e scopate sopra sa di merda sotto e canto di uccelli sopra sui rami più alti irraggiungibili loro tentano di arrivare dove solo le pulci possono sento gli zoccoli scalpitare nel petto arrivare lungo la strada agli occhi perdente come un bacarozzo dentro la busta di un hamburgher rapito dai denti di un cane davanti a Walt Withmann al vecchio pazzo con la bava alla bocca stò immobile e fisso la mia immagine di vecchio l'interminabile sabbia di scarpe e seta chiusa dentro un vetro di ragnatela rotto dallo schianto di una farfalla che non trovava la strada verso il suo cielo. ”La poesia, la bellezza, il romanticismo, l’amore, queste le cose che ci tengono in vita! Che tu sei qui, che la vita esiste... e l’identità. Che il potente spettacolo continua e che tu puoi contribuire con un verso. Quale sarà il tuo? ” ... mi disprezzo. per questo evito di guardare l'immagine davanti a me e pensare a qualcosa di più profondo di un pugno. capita, è normale, solo che evito di scriverlo e di vomitarlo infatti ora qui non c'è nessuno che scrive nessuno che fissa le parole scegliendo quale sia il modo più giusto per piangere nessuno che nuota felice sotto la superficie c'è solo il deserto e l'inutile coraggio di viverlo. il mio più acerrimo nemico il giudice più severo il boia più freddo il coltello più dilaniante è qui dentro l'idea di poterti perdere dentro l'urlo d'aver tentato di uccidere la poesia ogni giorno che ho calpestato le mie vene scegliendo le parole come coltelli aver parlato alla poesia di te senza riuscire a liberarmi dalla morsa allo stomaco senza pensare che fra noi tutti non sarà certo lei ad emettere l'ultimo respiro.
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che fortuna che l'argomento del tema è proprio questo, ”Guardandomi dentro”. ..è stata veramente una piacevole sorpresa.. spero che non vi risulti troppo lunga... non bado a queste cose dovete perdonarmi. chi mi conosce è abituato..

L'autore
Fratello

Ho sempre scritto principalmente per sfogarmi, questi sfoghi sono divenuti Poesie e Reading. Ho partecipato al Marte Live leggendo in locali di Roma incluso il teatro Palladium arrivando alla finale senza vincere assolutamente nulla. Accompagnato musicalmente dal basso elettrico di Gabriele D'Ubaldi.

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