Il passerotto
Peppe Cassese
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Gorgheggio come un triste passerotto
sul ramo dell’amore e della vita
la pena che mi avvolge ed è infinita
reclusa nel mio cuor di Lancillotto
amante di Ginevra e ormai stracotto
dalla bufera in petto incustodita
signora di promesse senza uscita
tiranna col suo male ininterrotto.
Io canto e trillo notte e giorno e ancora
blandisco la mia pena ardentemente
con lacrime e con fiumi di un’aurora
che accende la mia vena prorompente
in questo fuoco vivo più di allora
che mi vedeva re tra tanta gente.
Gorgheggio bellamente
con la certezza tiepida e slavata
di chi con l’arpa suona una ballata.
©
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L'autore
Peppe Cassese
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Superfantastica. (Giuseppe La Marca)
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Commenti (1)
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G
Giuseppe La Marca15 novembre 2022
Una satira di quelle che nascondono qualche segreto e chre attraverso l’usio sapiente delle metafore allieta l’occhio e l’orecchio nel cantare di un passerotto certamente non solitario.
