Carbonizzando a terra
un vecchio con gli occhiali parla in televisione
parla a tutti gli italiani
sono giorni che non dormo la notte
giorni di nebbia
sorrisi e danze
volti che scorrono davanti
cotton fioc
piccoli paperi
bottiglie di vino e d’acqua
un senso di schifo che aleggia sempre
fra i volti di tutti
ma io festeggio il carnevale
e la festa aiuta a ventilare il cervello
piccole coccinelle
il cerchio di legno del bombo si spezza
al secondo colpo
mi ritrovo con dei pezzi di tamburo in mano
guardando le persone
ei piccoli coccodrilli
me ne vado
prendo la macchina
ancora con il trucco in faccia
e il vestito
vado per le strade trafficate
viaggio
senza arrabbiarsi
senza pensare al carro attrezzi
dell’altro giorno
zero tensione
il vecchio alla televisione
dice che l’italia fa le valige
la mia testa rinchiusa nel cotone
siamo una famiglia di cotton fioc biodegradabili
docce che vagano
gesù e il suo povero giuda
tante troppe persone
danze
alcool
volti che dicono parole
parole dette da occhi
mani
odori
brillantini
carnevale
delirio
...
parlo
di tutto il tempo che è passato
di tutti quei suoni
e quei movimenti nella gola
quella notte
ogni pensiero
rotolò via
sollevato
leggero
nel volo
la piccola mongolfiera
sembrava invisibile
era solo un punto di luce
che piano piano si allontanava
eravamo in quattro
a reggere i lembi di carta
il fuoco riempiva
il calore sollevava
e lei se ne andava
lontano
dove neanche la vista
dove neanche il ricordo
dove solo il cuore
dove nemmeno un saluto
nemmeno il tempo di prenderti per mano
e guardarti negli occhi
dove neanche solo l’attimo
prima di un bacio
poso una mano sul petto
chiudo gli occhi
dopo tanta festa
mi inginocchio
dove solo il tempo aspetta
assieme a formiche e pezzi di corteccia
dentro nodi di legno
e sottobosco
mani nella terra
a toccare l’acqua
chiedo cosa ne sarà
di quello che c’è stato
parlo di tutto quello che è sparito
come del lume di una piccola mongolfiera di carta
nella notte della città
diretta verso la stazione
e poi forse il mare
o qualche paese di provincia
di come almeno lei ce l’abbia fatta
a portarsi via i miei pensieri
sorvolandomi senza un rumore
portarsi via la mia paura
e di come tutte le altre
non siano riuscite neanche a partire
carbonizzando a terra
assieme a me.
©
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L'autore
Fratello
Ho sempre scritto principalmente per sfogarmi, questi sfoghi sono divenuti Poesie e Reading. Ho partecipato al Marte Live leggendo in locali di Roma incluso il teatro Palladium arrivando alla finale senza vincere assolutamente nulla. Accompagnato musicalmente dal basso elettrico di Gabriele D'Ubaldi.
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