All'amico di sempre
Mi feci al fin deserto,
li' rovi e arbusti trovai,
qualche rado fiore colsi.
Tra essi, e non stupii,
il tuo ragionare calmo,
la tua fede sicura,
il tuo buon ”sentire”.
Di vecchia data ormai
è il nostro ragionare,
ci prese giovincelli
in cerca di chissà che,
oggi ancor ci ripiglia,
con rinnovato piacere.
In pomeriggi afosi,
fissi nel solito bar,
compagni nostri erano
Plato, Aristo, Dante,
San Tommaso, Foscolo
ed il sommo Leopardi.
Giunti alla maggiore età
con ardor studioso di diritto diventasti,
mentr'io in varie filologie mi ingarbugliai.
Si diradò poi la frequenza,
mai cessò la fraterna amicizia,
i ritmi misteriosi della vita
ti portarono alla grazia della luce,
mi spinsero al buio del caos.
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L'autore
primaverello
tra varie amenità sconcertanti la vita ogni tanto ti presenta il conto...ti guardi nelle tasche....cerchi....e ti accorgi,tra stupore e sbigottimento,ti avere delle vecchie lire...ricordi?....non valgon più nulla......
Commenti (1)
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Angela29 febbraio 2008
l'amico di sempre è un dono prezioso che non tutti hanno il privilegio di avere è una fortuna che non necessariamente dobbiamo aver meritato però dobbiamo aver l'accortezza di saper cogliere quel fiore al momento giusto saperlo coltivare e saperlo amare alla distanza giusta per non soffocarlo questa è l'essenza della vera amicizia
