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Amore 24 febbraio 2026 · lettura 2 min · 162 letture

LA casa che il tuo respiro riconosce

Alma Gjini 264 poesie pubblicate
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Non è un dovere amarti, né un merito da custodire: sei respiro che ritorna, ostinato, come il sussurro salmastro del mare che cerca la riva anche quando nessuno lo sente o lo guarda. È sempre amore, questo amore, silenzioso come l’orma lieve dei passi che compio nel lamento grave dei giorni in cui non ti ho accanto. Siamo sponde lontane, talvolta, separate da maree di silenzio; ma sotto l’acqua i cuori di scoglio si sfiorano ancora, si riconoscono nel buio profondo, sospinti da una danza di vento e mancanza. Ti ho dato il mondo e le chiavi segrete del destino, tenendo il mio male nascosto sul petto, pieno d’amore anche quando ti scagli contro di me come freccia di tempesta, accesa d’impeto. E ancora sono qui. Sono questa stanza con la luce accesa, faro muto nel tuo naufragio. Non importa il buio che ti avvolge o quello che un giorno avvolgerà me, né quanto lontana tu vada, né quanto lontana sarò -io resto - Luogo antico del tuo ritorno, nido di sangue nel silenzio, porto inciso nel tuo volto la casa che il tuo respiro sempre riconosce.
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Molto profonda. Brava. Un caro saluto. (Antonietta Angela Bianco)

Commenti (1)

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Antonietta Angela Bianco24 febbraio 2026

Una poesia sulla fedeltà assoluta e sulla resistenza del legame. L’amore non è descritto come un dovere, ma come una presenza naturale e inevitabile (il mare, il respiro). L’immagine centrale è quella della stabilità: l’io narrante si fa "faro", "stanza con la luce accesa" e "casa". Nonostante le tempeste, i silenzi o le distanze, il messaggio finale è un rincuorante ‘io resto’ offrendo un porto sicuro dove l’altro può sempre tornare e riconoscersi. Molto bella complimenti.